Descrizione
inizia un nuovo anno di pubblicazione e, come sempre, attenti al vostro interesse, ci si interroga su quanto esso trovi ancora rispondenza nella nostra scelta editoriale. Non vi sembri banale questa nostra “ansia” in un’epoca in cui tutti gli indicatori raccontano di una crescente disaffezione alla lettura cartacea, che in Calabria, poi, tocca i valori minimi. I dati dell’Osservatorio AIE ci dicono che il Sud assorbe meno del 20% dei libri venduti in Italia nel 2024 e che, al contempo, cala anche la lettura e la qualità della lettura a stampa dei periodici, a vantaggio della lettura digitale; ragion per cui puntare ancora sul cartaceo, per di più privilegiando riflessioni e analisi storiche e culturali, rischia di apparire impresa temeraria. Ma d’altra parte, il Serratore fin dall’origine esiste (ed insiste) per affermare un metodo: la lettura “lenta e profonda” come antidoto contro superficialità e banalità del nozionismo. Almeno fin tanto che lo sforzo risulterà apprezzato. Essere “tribuna” di approfondimento, benchè complicato, trova tuttavia un senso anche in una comunità vasta come la nostra che, pur non difettando di vivacità intellettuale – come dimostrano la molteplicità di iniziative culturali e i macro eventi di forte richiamo – fatica ancora a trasformarla in consapevole esperienza collettiva, capace di andare oltre l’entusiasmo del momento. Un orizzonte a cui tutti dovremmo tendere in quanto unico vero catalizzatore di processi virtuosi, incluso quello della rigenerazione urbana che la mole di interventi pubblici attualmente in corso promette di raggiungere. Un impegno che deve alimentarsi di confronto costante (ma attualmente deficitario) e propositivo tra associazioni, comitati spontanei e movimenti, e tra Amministrazione Comunale e cittadini, per riacquistare l’abitudine a discutere nel concreto, a sentire la responsabilità della cittadinanza attiva (spesso solo enunciata) e collaborante. Sono tante le questioni ancora aperte che interessano una comunità che ancora non si percepisce unita; e altrettante le buone spinte che da essa possono nascere per arrivare a sentirsi unita. Speriamo in un nuovo anno di impegno collettivo in tale direzione.







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