{"id":1276,"date":"2026-03-20T13:30:51","date_gmt":"2026-03-20T13:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/ilserratore.it\/?p=1276"},"modified":"2026-03-20T13:42:34","modified_gmt":"2026-03-20T13:42:34","slug":"chiese-e-monasteri-di-rito-greco-nella-valle-del-trionto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/2026\/03\/20\/chiese-e-monasteri-di-rito-greco-nella-valle-del-trionto\/","title":{"rendered":"Chiese e monasteri di rito greco nella valle del Trionto"},"content":{"rendered":"<p><strong>di Flaviano Garritano<\/strong><\/p>\n<p><strong>Immersi nei boschi silani, i ruderi ancora oggi trasmettono un profondo senso di spiritualit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1281\" aria-describedby=\"caption-attachment-1281\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1281 size-medium\" src=\"https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-Maria-della-mercede-Tiff-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-Maria-della-mercede-Tiff-300x200.jpg 300w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-Maria-della-mercede-Tiff-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-Maria-della-mercede-Tiff-768x512.jpg 768w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-Maria-della-mercede-Tiff-1536x1024.jpg 1536w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-Maria-della-mercede-Tiff-2048x1365.jpg 2048w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-Maria-della-mercede-Tiff-600x400.jpg 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1281\" class=\"wp-caption-text\">S. Maria della Mercede<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">La valle del Trionto [<em>Traes<\/em>] rappresenta all\u2019incirca il<em> limes<\/em> tra quella che definiamo oggi Sila Greca e Sila Grande. Ed \u00e8 proprio questa parte della Sila, detta greca, che corrisponde ad una zona fortemente influenzata dalla dominazione dell\u2019impero di Bisanzio e dalla religiosit\u00e0 di rito greco da esso irradiata. Tutta l\u2019area apparteneva alla diocesi di Rossano, che almeno dalla prima met\u00e0 dell\u2019VIII secolo fino a dopo la met\u00e0 dell\u2019XI secolo dipendeva dal Patriarcato di Costantinopoli; quindi conservava liturgia e vescovi di rito greco. Per secoli nell\u2019area che va da Rossano a Caloveto, da Longobucco a Campana, l\u2019identit\u00e0 culturale fu determinata, ispirata e sorretta dall\u2019Ortodoss\u00eca alimentata dai padri greci. Il rito greco delle chiese bizantine comportava una differenza linguistica, liturgica, organizzativa e normativa rispetto alla Chiesa latina di Roma. E proprio in quest\u2019area della valle del Trionto, che scende dalle pendici della Sila, costeggiando Longobucco fino a sfociare nei pressi di Crosia, il monachesimo greco, nelle sue varie forme ascetiche e organizzative, si svilupp\u00f2 capillarmente. \u00a0Inoltre la valle del Trionto rappresenta una cerniera tra la metropolia greca di Rossano e quella di Santa Severina. Naturalmente lo stile di vita praticato dai monaci di rito greco, quando erano organizzati in forma cenobitica, influenzava anche l\u2019architettura dei piccoli monasteri. L\u2019ubicazione di questi piccoli monasteri [<em>Laure<\/em>], composti in genere da due o tre monaci, secondo S. Gregorio Magno, doveva sorgere su un\u2019altura, difeso su tre lati, come ad esempio con dei costoni scoscesi, doveva avere il mare in vista, un fiume vicino ed una strada nelle vicinanze, possibilmente non una principale. Queste caratteristiche permettevano ai monaci una discreta autosufficienza e la possibilit\u00e0 di muoversi facilmente. La vallata del fiume Trionto, ai piedi della Sila greca, che con il suo ampio letto sfocia nel mare Ionio, permise per secoli un sicuro rifugio ai monaci, i quali trovarono oltre il riparo, tanta legna, acqua, pesci, pece [<em>silva pix<\/em>] per il fuoco, sale per conservare gli alimenti e campi da coltivare con i mulini ad acqua che impiegarono per secoli per macinare i cereali. Il primo ed anche il principale monastero, nell\u2019area del fiume Trionto, \u00e8 quello di <strong>S. Giovanni Calybita<\/strong> ubicato su un\u2019altura [<em>Orito<\/em>] a strapiombo nell\u2019odierna Caloveto, risalente al IX sec. circa.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1283\" aria-describedby=\"caption-attachment-1283\" style=\"width: 225px\" class=\"wp-caption alignright\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1283 size-medium\" src=\"https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-225x300.jpg\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-225x300.jpg 225w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-769x1024.jpg 769w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-768x1023.jpg 768w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-1153x1536.jpg 1153w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-1537x2048.jpg 1537w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-1024x1364.jpg 1024w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-600x799.jpg 600w, https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Garritano-110-foto-3-GROTTE-S.-GIOVANNI-CALIBITA_-ALFONSO-MORELLI-scaled.jpg 1921w\" sizes=\"auto, (max-width: 225px) 100vw, 225px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-1283\" class=\"wp-caption-text\">Grotte S. Giovanni Calibita (Caloveto)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo monastero era dedicato ad un santo dell\u2019Oriente bizantino che veniva detto Calybita per la sua predilezione a vivere in una capanna\/spelonca [<em>Kal\u00fdbe<\/em>]. Del resto, la vita monastica era sempre ispirata a forme di rigorismo ascetico che comportavano il totale abbandono della famiglia e dell\u2019ambiente nat\u00eco. Di questo monastero esistono alcuni documenti scritti in greco ed altri in latino che permettono di farci capire i suoi possedimenti, in particolare il primo, datato 1126, fa riferimento al <strong><em>fondo delle saline<\/em><\/strong> nel torrente Coserie, a valle di Paludi, al <em>fondo Mezzocampo <\/em>nella Sila Grande, tra Campana e Savelli. Un altro documento del 1167 indica altri possedimenti frutto di una permuta fra l\u2019arcivescovo di Rossano, Giovanni, e Ieroteo, categumeno del monastero di san Giovanni Calibita, dove l\u2019uno cede all\u2019altro terreni [<em>Dracunerae<\/em>] ed un mulino [<em>Feliciae<\/em>] posto lungo il fiume Trionto [<em>Trienti<\/em>], in cambio di preziosi paramenti liturgici, abbelliti da sante icone, dei quali il monastero Calibita\u00a0 era in possesso. Il toponimo Dragonara, ancora oggi esistente, nel XII sec. si estendeva fino alla montagna di Manco [<em>Mancu<\/em>], di fronte alla localit\u00e0 Destro (Longobucco). Va comunque ricordato che in questo monastero comp\u00ec i suoi primi studi san Bartolomeo juniore, agiografo di san Nilo, e che dal 1257 circa venne assegnato all\u2019ordine Florense. Dalla relazione della \u201cvisita apostolica\u201d dell\u2019abate Chalkeopoulos (1457-58) emerge che il monastero si trovava dentro l\u2019abitato di Caloveto e godeva di \u201clodevole fama\u201d, la chiesa era ben tenuta ma il chiostro ed il monastero non erano stati completati. Sempre in localit\u00e0 Manco, <em>Mancu<\/em>, si trova il piccolo monastero di <strong>Santa Maria de Lo Mione<\/strong>, forse una filiazione o una grangia Calibitana, il cui nome e la datazione sono di origine incerta. Interessante il toponimo fonte <em>Acqua dei Santi<\/em> vicino a questa chiesa che ci porta a sottolineare la presenza di religiosi nella localit\u00e0. Dalla \u201cvisita apostolica\u201d di Chalkeopoulos emerge che aveva una buona rendita, non c\u2019erano pi\u00f9 i monaci e l\u2019abate non vi risiedeva. Risalendo il corso del fiume Trionto verso Longobucco si trovano altre chiese rurali che sembrano seguire un antico asse viario. In localit\u00e0 Puntadura, alla confluenza della vallata di Ortiano, si trova ancora oggi ben conservata la chiesa di <strong>S. Maria della Mercede<\/strong> datata secondo alcuni al XV sec. \u00a0Per la sua particolare posizione, a met\u00e0 strada tra le montagne silane e la marina, sul posto si svolge, nell\u2019equinozio d\u2019autunno una fiera, [<em>della Ronza<\/em>]. Un po\u2019 oltre, in localit\u00e0 Scale, sorge un altro edificio religioso, con navata unica, con una sola abside orientata ad est dedicata, secondo la tradizione orale, a <strong>Santa Maria ad Nives<\/strong>, anche questa chiesa \u00e8 di origine incerta. Rimangono sulla parete della facciata i resti di quello che doveva essere un rosone. La tipologia di chiesa rimanda ad una diretta discendenza bizantina, probabilmente sotto l\u2019influsso della vicina chiesa di S. Maria de Lo Mione. Invece, della chiesa di <strong>S. Filosseno o Filogenio<\/strong>, di cui non esistono documenti antecedenti al XVI sec., \u00a0non resta nulla oltre il toponimo, Filigenio [<em>Fulijeni<\/em>]. A poca distanza da Longobucco c\u2019era la chiesa di <strong>S. Pietro<\/strong> di cui non rimane nulla, solo qualche muro perimetrale. Altre chiese scomparse sono quelle <strong>di S. Nicola<\/strong> e <strong>S. Maria Annunziata<\/strong> [<em>extra muros terrae Longobucci<\/em>], di cui, anche in questo caso, si hanno solo notizie da documenti risalenti al XVI sec. All\u2019ingresso del paese di Longobucco, presso la Porta Marina, c\u2019era l\u2019antica chiesa di <strong>S. Sofia<\/strong>. Quest\u2019ultime chiese non risultano dalla \u201cvisita apostolica\u201d, forse perch\u00e9 in quel periodo erano gi\u00e0 dirute o senza monaci. Tutta la rete di monasteri greci, sviluppatisi in forma capillare, tra Campana, Caloveto e Rossano costituisce l\u2019area ed il mezzo attraverso cui si conserva e si tramanda la memoria del passato bizantino. Gli stessi toponimi dei paesi della zona risentono dell\u2019influsso di questo monachesimo, infatti <strong>Caloveto<\/strong> deriva il suo nome dal monastero Calibita; <strong>Calopezzati<\/strong> deriva il nome da <em>kal\u00f2n<\/em> e <em>petz\u00econ<\/em>, che vuol dire \u201cbell\u2019appezzamento terreno\u201d, ovvero un villaggio o casale debitamente registrato nel catasto bizantino; <strong>Cropalati<\/strong> invece richiama l\u2019alta dignit\u00e0 bizantina di<em> kauropalates<\/em>, forse rivestita dal funzionario o militare del luogo. Inoltre, a monte di Longobucco rimane il toponimo <em>Manche Greche<\/em> ad attestare la presenza, nei secoli passati, di eremiti che avevano scelto queste amene localit\u00e0 per estraniarsi dal mondo e praticare in completa solitudine i loro riti ascetici, ma anche per trascrivere importanti manoscritti miniati come il <em>Menologio Imperiale<\/em>, una raccolta delle vite dei santi risalente all\u2019XI sec., che si conservava nel monastero di S. Giovanni Calibita. Tutta la vallata ancora oggi \u00e8 uno scrigno naturale dove il visitatore, immerso nella natura e nei boschi silani, pu\u00f2 ancora immaginare come vivevano questi santi monaci eremiti, lontani dal mondo in quel grande bosco che si affaccia verso l\u2019Oriente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li style=\"text-align: justify;\">Adorisio A. M., <em>Topografia sacra medievale nella valle del Trionto<\/em>, in AA.VV., <em>Calabria Bizantina<\/em>, Gangemi Editore, 1986<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Bulgarella F., <em>Fascino bizantino in Terre jonicosilane<\/em>, Rubbettino, 2015.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">De Capua G., <em>Longobucco: dalle origini al tempo presente<\/em>, Fasano editore, 1982.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Laurent M. H., Guillou A., <em>Le \u201cLiber Visitationis\u201d d\u2019Athanase Chalk\u00e9opoulos (1457-1458). Contribution \u00e0 l\u2019histoire du monachisme grec en Italie m\u00e9ridionale<\/em>, Citt\u00e0 del Vaticano, 1960.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Russo F., <em>Regesto Vaticano per la Calabria<\/em>, voll. I-V, 1974-1980.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Traversari M., <em>Abbazia Calybita. Storia di un monastero studita<\/em>, Leucopetra edizioni, 2024.<\/li>\n<\/ul>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Flaviano Garritano Immersi nei boschi silani, i ruderi ancora<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1279,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-1276","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cultura"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/S.-MARIA--scaled.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1276"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1285,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1276\/revisions\/1285"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}