{"id":1060,"date":"2025-04-30T15:15:00","date_gmt":"2025-04-30T15:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilserratore.it\/?p=1060"},"modified":"2026-02-25T13:08:22","modified_gmt":"2026-02-25T13:08:22","slug":"il-castello-di-corigliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/2025\/04\/30\/il-castello-di-corigliano\/","title":{"rendered":"Il Castello\u00a0 di\u00a0 Corigliano"},"content":{"rendered":"\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Questo articolo \u00e8 tratto dal <strong>n. 98<\/strong> della rivista <strong><em>Il Serratore<\/em><\/strong> ed \u00e8 riproposto qui nella sua versione digitale.<\/span><\/h2>\r\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><strong>Mille anni di storia e li dimostra<\/strong><\/h2>\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n<p>&nbsp;<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Il castello di Corigliano \u00e8 considerato fra i pi\u00f9 belli e meglio conservati dell&#8217;Italia meridionale. Certamente \u00e8 simbolo di questa cittadina affacciata sullo Jonio, la sua imponente mole e la torre ottagonale sono un potente richiamo visivo.\u00a0<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Secondo la tradizione la costruzione di un primo nucleo fortificato si deve al normanno Roberto d&#8217;Altavilla detto il Guiscardo (1015 ca-1085), figlio di Tancredi. Goffredo Malaterra, fa intendere che i milites normanni, nel corso della loro campagna di occupazione della valle del Crati, edificarono sulla collina di Corigliano nel 1073 un apprestamento difensivo. Di questa fondazione normanna resta per\u00f2, poco forse solo alcune strutture del piano inferiore del Rivellino e del Mastio.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Primo custode del castello fu il milite normanno Framundo, vassallo del Guiscardo e, dopo di lui, lo ebbero alcuni nobili normanni. Dopo alterne vicende e successioni dinastiche, il maniero pervenne ai Sangineto (1300 ca) e da questi ai Sanseverino (1336). Roberto Sanseverino, principe di Bisignano e conte di Corigliano, tra il 1339 e il 1361 fece eseguire i primi interventi che trasformarono il presidio normanno in un castello vero e proprio.\u00a0<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1487, a seguito della Congiura dei Baroni contro il Re Ferrante I d&#8217;Aragona, Girolamo Sanseverino (1447-1487) che era stato tra i baroni rivoltosi, per alto tradimento fu tratto in arresto, privato dei suoi beni perdendo cos\u00ec il feudo e il castello di Corigliano. Dopo la rivolta, per prevenire nuovi disordini, il re aragonese fece irrobustire il castello. La pianta dell\u2019edificio fu fatta sul modello del Maschio Angioino, un edificio di massiccio volume a pianta quadrangolare con base a scarpa e torri cilindriche ai quattro angoli delle quali, quella a settentrione (il mastio), \u00e8 di maggiore dimensione. Il disegno \u00e8 attribuito all\u2019architetto fiorentino Antonio Marchesi da Settignano, allievo di Giorgio Martini che, pare, abbia fornito la pianta del Rivellino. Il castello \u00e8 probabilmente rifatto di sana pianta sul vecchio sito, privilegiando il punto pi\u00f9 elevato della citt\u00e0. E non si tratt\u00f2 forse solo di un ampliamento ma di una vera e propria nuova costruzione come fanno pensare le analogie nella forma e nelle dimensioni in comune con i castelli di Belvedere, Castrovillari e Pizzo Calabro coevi del nostro. Del restauro aragonese resta una maestosa iscrizione sulla cortina d\u2019ingresso con il millesimo (1490).\u00a0<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Con gli Spagnoli, reintegrati i Sanseverino, nel 1540 Pietro Antonio Sanseverino fece aggiungere altre fabbriche a quelle preesistenti: l\u2019edificio \u00e8 sempre pi\u00f9 palazzo e sempre meno castello. Per gli ingenti debiti accumulati da Nicola Bernardino Sanseverino, nel 1616 il feudo di Corigliano viene confiscato e posto in vendita. Si aggiudicarono l\u2019acquisto all\u2019asta, \u201calla candela\u201d, i fratelli genovesi Agostino e Giovan Filippo Saluzzo, \u00ab<em>con extinction del titulo de conde que tenia<\/em>\u00bb cio\u00e8 senza il titolo di conte di Corigliano.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel 1647 scoppia la nota rivolta antispagnola, quella di Masaniello per intenderci. L\u2019insurrezione non risparmi\u00f2 nessuna contrada, neppure Corigliano. Agostino Saluzzo, che nel frattempo era giunto di tutta fretta da Napoli, si barrica nel castello e resiste. Per la sua difesa e fedelt\u00e0 alla corona di Spagna, nel 1649 il re Filippo IV gli conferisce il titolo di \u201cDuca di Corigliano\u201d. I ricchi banchieri genovesi entrano, finalmente, nel gotha della nobilt\u00e0 napoletana.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Per lo scampato pericolo, e forse come ex voto, nel 1650 Agostino fa realizzare nella torre di ponente una cappella in onore di Sant&#8217;Agostino come ci ricorda un bel busto in marmo bianco del Santo sopra l\u2019ingresso alla cappella. Ma la vera meraviglia fu la fabbrica nuova con cui egli fece ornare il castello, una torre ottagonale (sopralzo) coronata da beccatelli e innalzata sull&#8217;antico mastio per rendere visibile a tutti il suo incontrastato potere. Ma nulla \u00e8 per sempre.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">All&#8217;inizio dell\u2019Ottocento i Saluzzo finiscono per vendere il feudo. Attraverso rocambolesche operazioni finanziarie feudo e castello sono acquistati nel 1822 da Giuseppe Compagna (1780-1834). Con questi il vecchio maniero diventa una dimora di rappresentanza. L\u2019interno del castello, con un ricco apparato decorativo, assume un aspetto Ottocentesco. Vero Deus ex machina di questo cambiamento \u00e8 Luigi (1823-1872) figlio di Giuseppe. Egli non bad\u00f2 a spese. Chiama a lavorare nel cantiere di Corigliano le migliori maestranze del regno, come Girolamo Varni e Ignazio Perricci (1834-1907), commissiona opere a talentuosi artisti del tempo, come Domenico Morelli (1823-1901) e Stanislao Lista (1824-1908).\u00a0<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Al genovese Varni affida la decorazione delle superfici interne del quarto nobile e gli interni della torre ottagonale (affrescati con motivi geometrici di fantasia al primo livello, con scene della Gerusalemme liberata del Tasso al secondo livello e con le quattro Virt\u00f9 Cardinali tra episodi della mitologia greco-romana al terzo livello). Il capolavoro del Varni resta per\u00f2 il grande ciclo pittorico dipinto nell\u2019intradosso della cupola della Cappella di Sant&#8217;Agostino: il \u201cTrionfo della Fede\u201d. Stanislao Lista realizza, invece, due magnifiche statue di terracotta raffiguranti l\u2019Abbondanza e l&#8217;Ospitalit\u00e0 che si incontrano lungo lo scalone che conduce al quarto nobile.Nel 1869 Luigi Compagna commissiona a Domenico Morelli la pala per l\u2019altare della Cappella, un trittico raffigurante la &#8220;Madonna delle rose&#8221; tra i Santi Agostino ed Antonio Abate che il maestro napoletano consegner\u00e0 soltanto nel 1872. Tra le sale di questo piano quella certamente pi\u00f9 sontuosa \u00e8 il Salone degli Specchi. Tra stucchi dorati, tendaggi, cristalli di Boemia e vetrate ci si trova in un salone da ballo che ci fa immaginare, in piccolo, quello pi\u00f9 celebre del \u201cGattopardo\u201d di Tomasi di Lampedusa. Mirabile \u00e8 in questo salone il soffitto dipinto nel 1872 dal Perricci con la tecnica del trombe-l&#8217;oeil, sotto un cielo stellato, gruppi di donne e di uomini, si affacciano da una finta balaustra per salutare gli ospiti che volgono lo sguardo all\u2019ins\u00f9.\u00a0<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Pi\u00f9 sobria ma non meno suggestiva \u00e8 la sala da Pranzo adornata da un bel caminetto di marmo bianco di Carrara ed alcune tele manieristiche di scuola napoletana del sec. XVII. Nel corridoio, detto \u201cdelle Armi\u201d, altre due tele, opera del pittore calabrese Raffaele Aloisio (1811-1892) adornano la parete che lo divide dalle sale. Prima di lasciare il castello assolutamente da visitare sono gli ambienti sotterranei, le vecchie prigioni, la cucina ottocentesca e il giardino.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Oggi questo castello \u00e8 patrimonio della comunit\u00e0. I Compagna, che negli anni \u201870 del secolo scorso si erano definitivamente trasferiti a Napoli, lo alienarono cedendolo per poca spesa alla Mensa Arcivescovile di Rossano (1971) che, successivamente, vendette all\u2019allora Comune di Corigliano Calabro (1979). Negli anni 1988-2002 il castello, grazie a un finanziamento della Comunit\u00e0 Economica Europea, \u00e8 stato recuperato. Il merito di quel restauro si deve all&#8217;architetto Mario Candido (1941-2014) -cui, dopo la prematura scomparsa, \u00e8 stato intitolato il Piazzale delle Armi-, coadiuvato ottimamente dall&#8217;architetto Leonardo Scarcella e dall&#8217;ingegnere Giuseppe Smeriglio.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora nel castello, che nel frattempo \u00e8 diventato ducale in onore dei Saluzzo, non ci sono pi\u00f9 nobili e servi, vi \u00e8 solo una regina, la \u201cMadonna delle Rose\u201d per la quale il barone Luigi Compagna diede a Domenico Morelli la somma di ben 23.000 lire. Soldi ben spesi.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p><em>Bibliografia<\/em><\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p>Giovanni Santo, Giacomo Felicetti, Luigi Petrone, Franco Spataro, ll Castello di Corigliano Calabro. Origine e sviluppo di un fortilizio nel meridione, De Rose, Cosenza 1983.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p>Luigi De Luca, Corigliano Medievale (dalle origini alla fine del XII secolo), con una nuova lettura della &#8220;carta rossanese&#8221;, Cosenza, 1985.<\/p>\r\n<p>\r\n\r\n<\/p>\r\n<p>Mario Candido a cura di, Beni ambientali architettonici e culturali di un centro minore del Sud. Corigliano Calabro, Abramo, Catanzaro 2002.<\/p>\r\n<p><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questo articolo \u00e8 tratto dal n. 98 della rivista Il<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1061,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[48],"tags":[],"class_list":["post-1060","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-storia"],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/ilserratore.it\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Castello-di-Notte-scaled.jpg","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1060","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1060"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1060\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1215,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1060\/revisions\/1215"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1061"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1060"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1060"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1060"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}