{"id":1031,"date":"2025-03-31T11:43:00","date_gmt":"2025-03-31T11:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/ilserratore.it\/?p=1031"},"modified":"2026-02-14T15:13:38","modified_gmt":"2026-02-14T15:13:38","slug":"il-patrimonio-archivistico-di-corigliano-calabro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ilserratore.it\/index.php\/2025\/03\/31\/il-patrimonio-archivistico-di-corigliano-calabro\/","title":{"rendered":"Il patrimonio archivistico di Corigliano Calabro."},"content":{"rendered":"\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Un Profilo.<\/strong> Da <em><strong>Il Serratore n. 95<\/strong><\/em><\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 18pt;\"><strong>C<\/strong><\/span>origliano ha sempre vantato solide tradizioni archivistiche: ne era testimonianza un archivio comunale, ordinato e ben custodito, prova evidente per decenni della corretta efficienza della macchina comunale. Grazie alla proficua collaborazione tra Amministrazione comunale, Soprintendenza Archivistica per la Calabria e Direzione dell\u2019Archivio di Stato in Cosenza, il 24 maggio 1983, grazie agli eventi a cui accenneremo pi\u00f9 avanti e per voto unanime del Consiglio comunale, venne istituita la Sezione Separata d\u2019Archivio del Comune di Corigliano Calabro. La nascita dell\u2019Archivio storico cittadino segn\u00f2 la prima tappa di un percorso destinato, tra splendidi traguardi conseguiti e mille tristi inciampi, a rappresentare un caso molto singolare nel panorama degli archivi meridionali sia per la consistenza dei fondi custoditi sia per la vastit\u00e0 del periodo temporale documentato, dal XV al XX secolo. La consistenza del patrimonio archivistico portato in dote dalla comunit\u00e0 del Cor Bonum alla neonata citt\u00e0 ha oggi uno sviluppo lineare di oltre due chilometri di scaffalatura. l\u2019Archivio storico comunale raccoglie i registri del Parlamento Universale (1806); del Decurionato (1807-1861); del Consiglio Comunale e della Giunta Municipale e migliaia di fascicoli sulla vita amministrativa e sociale, sui beni e le propriet\u00e0 demaniali, sulle opere pubbliche realizzate in paese. A questo complesso documentale sono aggregati: l\u2019archivio dello Stato civile, con i registri anagrafici a partire dal 1809, utile per ricostruire la storia demografica della comunit\u00e0 e quella genealogica delle famiglie; l\u2019archivio della Congregazione di Carit\u00e0 (1870-1938) poi denominato Ente Comunale Assistenza (1937-1978) e infine l\u2019archivio del giudice conciliatore (1868-1888). In attesa del versamento, che arricchir\u00e0 i fondi dell\u2019Archivio di Stato di Cosenza, l\u2019archivio comunale conserva registri e incartamenti della Giustizia mandamentale (1810-1979) e, inoltre, l\u2019archivio del Fascio di combattimento \u201cArnaldo Mussolini\u201d di Corigliano Calabro (1922-1945) con registri contabili, verbali, provvedimenti disciplinari, schede personali e il labaro. Tale patrimonio gi\u00e0 cos\u00ec ingente fu ulteriormente arricchito da quattro importantissimi archivi, in virt\u00f9 di un insieme di fortunate combinazioni, innescate da un evento importantissimo nella storia della citt\u00e0 di Corigliano Calabro: l\u2019acquisto del Castello ducale da parte dell\u2019Amministrazione comunale, il 15 marzo 1979. Riappropriandosi di un luogo simbolo che per secoli aveva rappresentato l\u2019emblema dell\u2019oppressione feudale, la comunit\u00e0 \u00e8 entrata in possesso non soltanto di uno dei suoi monumenti storici pi\u00f9 importanti ma anche di un tesoro, la cui scoperta non fu subito evidente ma che si pales\u00f2 il 18 marzo 1982, quando Lucrezia Francesca Leo e Pier Emilio Acri, funzionari dell\u2019Archivio di Stato di Cosenza, su disposizione del direttore dell\u2019Istituto, dott. Michelangelo Baldassarre, sollecitati dagli amministratori (in particolare, Antonio De Gaetano, assessore anziano, e il dott. Giuseppe Agrippino, assessore ai beni culturali e ambientali) e guidati da Stefano Scigliano, responsabile dell\u2019ufficio comunale per i beni culturali, si avventurarono nei sotterranei del rivellino ritrovandovi migliaia di registri, volumi, pergamene, fascicoli e documenti che testimoniavano le attivit\u00e0 familiari ed economiche dei proprietari del castello, i duchi Saluzzo e i baroni Compagna. Un enorme quantit\u00e0 di atti e documenti storici \u00abda decenni in stato di abbandono, in condizioni assai precarie, frammisti a sporcizia, esposti alle intemperie, ad atti di vandalismo e a ruberie \u201cintelligenti\u201d\u00bb, come ha ricordato in un suo scritto Giovanni Pistoia. Il ritrovamento di quelle carte costituiva una novit\u00e0 inaspettata e proiettava un insperato fascio di luce su un passato ancora confuso e avvolto nell\u2019ombre dell\u2019oblio. Le attivit\u00e0 del personale archivistico e comunale furono subito febbrili: gi\u00e0 a distanza di quattro mesi dal ritrovamento, erano stati recuperati e resi fruibili oltre seicento registri e si stava iniziando a predisporre una prima inventariazione degli incartamenti. Scongiurato il tentativo di trasferire la documentazione presso l\u2019Archivio di Stato di Cosenza, nacque l\u2019idea della creazione di un centro studi \u00aba disposizione di tutti i comuni del circondario\u00bb e degli studiosi di storia economica e sociale per la valorizzazione delle memorie documentali riscoperte. Tale importanza venne sancita dalla dichiarazione di notevole interesse storico per gli archivi Saluzzo, Compagna e Solazzi, decretata dal Soprintendente archivistico il 13 febbraio 1984. L\u2019archivio Saluzzo, duchi di Corigliano, e l\u2019archivio dei baroni Compagna, rivelarono sorprese incredibili: preziosi documenti di personalit\u00e0 del mondo della politica e della cultura; documenti artistici e fotografie d\u2019epoca; testimonianze complete e minute della vita sociale ed economica del paese tra XVI e XX secolo. Il lavoro fu determinante per la rinascita degli studi di storia locale: i cittadini di Corigliano non si dimostrarono insensibili allo slancio impresso alle iniziative archivistiche e culturali dalla presenza in loco di due eccellenti professionisti: si recuperarono molti documenti, trofei di avventurose escursioni nei meandri dell\u2019antico maniero e nel 1982 l\u2019avv. Mario Policastri don\u00f2 alla citt\u00e0 un altro archivio privato, quello della nobile famiglia Solazzi Castriota. La stima e la solida amicizia che subito nacque tra Ezia, Pier Emilio ed Enzo Viteritti produsse i suoi effetti anche nel campo della valorizzazione e divulgazione dei documenti ritrovati dalle colonne di \u201cDiario\u201d, di \u201cTribuna\u201d e infine del \u201cSerratore\u201d.<\/p>\r\n\r\n\r\n\r\n<p style=\"text-align: justify;\">Anche nella vicina Rossano le importanti famiglie patrizie e dell\u2019alta borghesia cittadina iniziarono a schiudere le porte delle loro avite dimore per merito della promozione pazientemente condotta da Ezia e Pier Emilio: dopo appena quattro anni di lavoro i complessi documentali privati dichiarati di notevole interesse storico raggiunsero il numero di quindici. In pratica, gli archivi produssero il primo forte legame tra le due citt\u00e0, definendo e costruendo un comune patrimonio culturale e identitario. I risultati dei primi anni di intenso lavoro iniziarono a palesarsi dal 1988, con l\u2019inventario dell\u2019archivio Solazzi; nel 1990, l\u2019inventario dell\u2019archivio Saluzzo e, a distanza di otto anni, l\u2019inventario dell\u2019archivio Vincenzo Tieri, donato alla citt\u00e0 nel 1997 dal figlio Aroldo. Contemporaneamente, nel 1994, fu edito l\u2019inventario dell\u2019archivio parrocchiale della chiesa matrice di S. Maria della Piazza. L\u2019ultimo grande impegno a Corigliano si sostanzi\u00f2 nel 2006, con il definitivo riordino dell\u2019archivio Compagna, dotato di un inventario monumentale, suddiviso in due parti. Dei lavori archivistici condotti a termine, oltre al perfetto allestimento e alle esaustive note storiche e archivistiche, colpisce l\u2019analiticit\u00e0, la dettagliata descrizione degli oggetti, talmente precisa e accurata che Gustavo Valente, decano degli storici calabresi, quando parlava di Corigliano la appellava \u00abpiccola Simancas\u00bb, riferendosi non solo alla collocazione che avevano al tempo gli archivi nel Castello ducale ma anche alla ricchezza dei dati offerti dagli strumenti di corredo ai fondi. L\u2019azione di Ezia e Pier Emilio fu ampia e, come accennato, non limitata solo a Corigliano: \u00e8 sorprendente il numero di inventari prodotti e di sopralluoghi effettuati per conto della Soprintendenza Archivistica. Testimonianza di questo impegno e del costante amore per il loro lavoro \u00e8 una preziosa raccolta di articoli scritti a quattro mani, comparsi sulle colonne de \u201cLa Voce\u201d di Rossano e poi editi in un volume dal titolo \u00abItinerari archivistici nella Sibaritide\u00bb nel 2014, pochi mesi prima della prematura scomparsa di Pier Emilio: scorrendo le pagine di questo scritto si resta ammirati dal numero degli interventi compiuti spesso con mezzi limitatissimi e a prezzo di enormi sacrifici personali. Per capire appieno la portata del loro impegno, basti pensare che la provincia di Cosenza detiene in Calabria uno speciale primato: quello per numero di archivi che hanno ottenuto il riconoscimento da parte dello Stato del loro interesse storico particolarmente importante. Rispetto ai ventidue di Reggio di Calabria, ai dodici di Vibo Valentia, ai sette di Catanzaro e ai due crotonesi se ne contano, infatti, ben quarantatr\u00e9 e una parte consistente dei complessi documentali cosentini \u00e8 situata proprio a Corigliano Rossano. Inoltre, fu proprio a Corigliano che per la prima volta nel Meridione d\u2019Italia si accenn\u00f2 alla possibilit\u00e0 di creare un polo archivistico. Tale struttura organizzativa rappresenta un modello per la gestione di strutture e di servizi archivistici, cui possono aderire non solamente enti e istituti pubblici ma anche i privati possessori o detentori di archivi di interesse storico particolarmente importante, con speciale attenzione alle Universit\u00e0 e agli Istituti di cultura. Gli obiettivi che si intendono perseguire ricorrendo a questa formula sono quelli di garantire la corretta conservazione della documentazione analogica e digitale; sviluppare i servizi per l\u2019accesso dell\u2019utenza alla ricerca e alla consultazione degli archivi, anche in rete e in formato digitale; favorire la circolazione di informazioni e dati; armonizzare i percorsi di formazione e crescita professionale degli archivisti e degli altri operatori del settore culturale, anche d\u2019intesa con le Universit\u00e0 e le associazioni di categoria. La politica dell\u2019amministrazione archivistica nazionale \u00e8 oggi tesa a promuovere la creazione di poli archivistici di ambito regionale, territoriale o tematico. Nel 1984 un progetto lungimirante aveva ipotizzato l\u2019istituzione di un Centro operativo dell\u2019allora Ministero dei beni culturali e ambientali \u00abper la tutela e la valorizzazione del patrimonio archivistico coriglianese e della Sibaritide\u00bb, nella forma di consorzio tra comuni, come indicato da una deliberazione unanime della Giunta municipale di Corigliano Calabro, presieduta dal sindaco ing. Cosimo Esposito, il 25 ottobre 1984. La proposta, anticipatrice di una tendenza che oggi appare sempre pi\u00f9 una necessit\u00e0 per salvaguardare il patrimonio di memoria sedimentato negli archivi, riscosse qualche interesse ma, tra rimandi e incomprensioni, non ebbe poi alcun seguito. Chiudo queste brevi considerazioni formulando l\u2019auspicio che l\u2019Archivio storico torni a essere un punto di riferimento e di incontro per gli studiosi della storia della societ\u00e0 e dell\u2019economia del Meridione, in virt\u00f9 di una riacquistata coscienza della sua centralit\u00e0 e importanza da parte degli Amministratori. Nel contempo si spera che la Nuova Citt\u00e0 e i suoi abitanti tornino a prestare vigile attenzione agli archivi, \u00abun patrimonio unico e insostituibile per chi voglia essere a contatto vero e vivo con il passato\u00bb (P. E. Acri) come atto di giustizia al passato, che ci ha consegnato un patrimonio ricchissimo; testimonianza di amore ai presenti che, distratti dall\u2019attrattiva del nuovo, corrono il rischio di perdere il contatto con le loro radici; manifestazione di speranza per il futuro della nostra societ\u00e0.<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un Profilo. 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