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L’incendio di palazzo De Rosis PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Viteritti   
Mercoledì 01 Settembre 2010 18:59

 Un duro colpo ad uno degli edifici storici più interessanti del centro storico di Corigliano. 

Le foto che accompagnano questo articolo dimostrano quanto siano stati gravi i danni causati dall’incendio che nel pomeriggio del 31 agosto ha colpito lo storico palazzo De Rosis e alcuni immobili ad esso adiacenti. Non si sono avute conseguenze sulle persone solo grazie alle circostanze che l’edificio era disabitato e l’intervento dei Vigili del Fuoco di Rossano è stato tempestivo ed efficace.

 

I residenti interessati sono però fortemente preoccupati. Un rudere di quelle dimensioni in un quartiere che è uno dei più belli del centro storico, ancora fortemente abitato, può innescare un processo di degrado complessivo se l’edificio e le altre case compromesse non sono messi in sicurezza al più presto, con la garanzia di un minimo di decoro urbano tale da garantire la vivibilità della zona. Alle autorità competenti sono state perciò rivolte pressanti richieste di interventi urgenti.

L’episodio, ancora una volta, evidenzia quello che è uno dei problemi principali del centro storico di Corigliano: la scarsa o inesistente viabilità d’accesso ai quartieri che sorgono nelle parti più antiche della città. Cosa succederebbe se un crollo, un incendio, un evento calamitoso dovesse malauguratamente verificarsi in una strada o piazza dove è quasi impossibile che arrivino gli automezzi dei vigili, o le ambulanze, o le ruspe, o le gru per i necessari interventi? A ciò si aggiunge che è ormai chiaro che le vie d’accesso sono un requisito indispensabile per garantire vitalità e vivacità economica agli antichi quartieri. Sarebbe opportuno che nei prossimi mesi su questo tema si sviluppasse un dibattito approfondito nella città, coinvolgendo residenti, associazioni, sacerdoti, politici e quanti hanno a cuore quello che continua ad essere uno dei temi principali dell’agenda amministrativa locale.

Per il centro storico di Corigliano i danni causati a palazzo De Rosis rappresentano un colpo devastante. Il palazzo sorge in uno dei luoghi più ricchi di fascino ambientale e di tradizione storica, ‘A Purtella o Largo Garopoli, dove si arriva percorrendo da Piazza del Popolo la stretta e tortuosa via Garopoli. Alle sue spalle si trova l’antica chiesa di Ognissanti, e dopo poche decine di metri si raggiunge il vecchio Municipio. Da un piccolo slargo adiacente è possibile ammirare il panorama che offre il Coriglianeto, con i suoi mulini, le vallate, le gole boscose che si susseguono verso le vicine montagne. L’edificio è uno dei più antichi di Corigliano dato che Antonello De Rose lo abitava già nel 1460. Secondo Giuseppe Amato aveva una cappella dove ogni domenica si celebrava la messa e in esso “nacquero uomini famosi nella pietà, nelle lettere, nelle cariche e nelle armi”. Divenne tristemente ancora più noto nel 1868 quando uno dei proprietari del palazzo, il giovane Alessandro De Rosis Morgia, fu rapito proprio davanti al suo ingresso dagli uomini della famigerata banda di briganti capitanata da Domenico Straface Palma. Fu liberato dopo 36 giorni di prigionìa, grazie al versamento di un riscatto talmente oneroso da mettere a dura prova la solidità finanziaria della famiglia De Rosis, una delle più influenti e facoltose di Corigliano. Ma per il Palma fu l’inizio della fine. Il rapimento era stato così clamoroso che lo Stato, rappresentato dal famoso colonnello Milon, decise di fargli attorno terra bruciata, colpendo duramente compici e “manutengoli”, di cui facevano parte molti esponenti della borghesia cittadina che sul fenomeno del brigantaggio ingrassavano e costruivano immeritate fortune (come del resto avviene ancora oggi, dopo un secolo e mezzo). Domenico Straface Palma venne ucciso in quello stesso anno da un suo complice, allettato dalla ricca taglia che il governo aveva messo sul capobrigante. La sua testa recisa fu portata a Rossano, dove venne appesa ad una colonna in piazza Steri.

Una curiosità: palazzo De Rosis è l’unico edificio privato che, con palazzo Bianchi, appare nelle antiche cartoline di Corigliano. L’eleganza del prospetto principale, inserito maestosamente in un contesto di case modeste, evidentemente stimolava i fotografi del tempo. Offriamo ai nostri lettori anche l’immagine di una di quelle vecchie cartoline, risalente al 1930.