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Politica e cultura a Corigliano dal 1988 al 2008 PDF Stampa E-mail
Scritto da Redazione   
Martedì 27 Aprile 2010 12:35
Il saggio di Enzo Viteritti fornisce utili elementi per una discussione consapevole sullo stato attuale della città.

Il nuovo libro di Enzo Viteritti, “Testimone consapevole. Vent’anni a Corigliano tra cultura e politica (1998 – 2008)”, edito a cura dell’associazione Il Serratore, fornisce degli utili tasselli per una ricostruzione delle vicende che hanno caratterizzato la città nel periodo considerato, effettuata attraverso un ampio saggio introduttivo, una scelta di articoli tratti dalla rivista Il Serratore ed un originale apparato di fotografie inedite.

 

“La forma giornalistica – spiega l’autore in una nota introduttiva - ha il pregio di vivacizzare le cronache che si raccontano o le opinioni che si esprimono, e permette di accompagnare il lettore in una rivisitazione degli avvenimenti prima che essi siano ben definiti o conclusi. Può così accadere di imbattersi in ripetizioni o ridondanze ma la testimonianza resa in tal modo ha il pregio di non nascondere insuccessi, entusiasmi talora mal riposti, valutazioni sbagliate.”

Emergono allora, in una sequenza a tratti avvincente, fatti e personaggi seguiti nel loro progressivo passaggio dalla cronaca quotidiana alla storia: il confronto tra i due sindaci che hanno dato la loro impronta nei vent’anni considerati, Giuseppe Geraci e Giovan Battista Genova, la cui azione viene ritenuta, seppur in modo diverso positiva e capace di una forte spinta propulsiva all’azione amministrativa; la crescita culturale, che ha avuto i suoi momenti centrali nella pubblicazione della rivista Il Serratore e nell’azione di numerose associazioni locali impegnate in eventi che hanno lasciato tracce profonde; la questione urbanistica, culminata nell’adozione di una variante al PRG poi lasciata decadere in un oscuro gioco di rimpalli burocratici tra Comune e Regione che vengono accuratamente ricostruiti; il problema del recupero del centro storico; la restituzione del castello alla città ed altri numerosi eventi che, afferma l’autore, hanno “coinvolto in una feconda pratica culturale migliaia di giovani, spinti a riscoprire storia ed identità della propria comunità non per un cedimento alla nostalgia ma come strumento conoscitivo per arrivare preparati alle nuove sfide imposte dalla modernizzazione”.

La parte che farà più discutere è senz’altro quella dedicata all’azione del sindaco Giovan Battista Genova, a capo di una colazione di centrosinistra dal giugno del 2001 al febbraio del 2006. L’autore, pur non risparmiando aspre critiche, evidenzia i provvedimenti positivi di quella giunta in numerosi settori, dall’ambiente alla cultura, dalla pubblica istruzione agli interventi per il centro storico, dai servizi sociali alla politica per il personale. Il tutto accompagnato da una capacità di reperire cospicui fondi regionali e comunitari grazie ai quali ancora oggi sono in corso di esecuzione opere pubbliche di notevole importanza. In questo caso Viteritti più che testimone è stato protagonista, essendo stato a capo del movimento civico “Centro storico per Corigliano” che ha contribuito in modo determinante all’elezione di Genova e ne ha poi fortemente sostenuto l’azione nei momenti più critici.

Esplicitamente l’autore invita a riflettere su quell’esperienza in un periodo come l’attuale in cui il Partito Democratico e l’intero centrosinistra sembrano paralizzati non tanto dalla sconfitta subita, ma dalla incapacità di impostare una efficace politica di riconquista del favore popolare attraverso l’analisi dei problemi reali che affliggono la città. Il centro storico, per esempio, dopo quel periodo sembra essere ripiombato di nuovo in un lento ed inesorabile abbandono. Perché, suggerisce Viteritti non ripartire da quel problema e da quello connesso di uno sviluppo culturale che aiuti i giovani a sviluppare uno spirito critico e una capacità di conoscenza dei problemi, unici antidoti alle politiche demagogiche e populiste della destra locale, regionale e nazionale?