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Vittorio Sgarbi e il castello di Corigliano PDF Stampa E-mail

Alcune pagine dell’ultimo saggio del critico d’arte sono dedicate al castello ducale

Vittorio Sgarbi arrivò a Corigliano nella tarda serata del 21 novembre 2001, accolto dal sindaco Genova, da numerosi assessori, da Mario Candido e dal sottoscritto. All’epoca era sottosegretario alla cultura e riteneva che tra i suoi compiti ci fosse anche quello di controllare dal vivo quanto di buono (o di sbagliato) si veniva realizzando in ogni angolo d’Italia nel settore dei beni culturali, con particolare attenzione alle opere di recupero e di restauro. Fu una esperienza memorabile, di cui ho lasciato traccia in un articolo poi apparso sul Serratore.

Quella “ispezione” è rievocata oggi anche dallo stesso Sgarbi. Nel suo ultimo libro (L’Italia delle meraviglie. Una cartografia del cuore, Bompiani editore) pubblicato in questi giorni, dedica alcune pagine al castello di Corigliano, ribadendo quanto già allora aveva detto e riprendendo il suo intervento tenuto nel successivo mese di dicembre del 2002, quando fu ospite d’onore nella cerimonia di apertura del castello alla comunità.

Sgarbi non ha dubbi. Il “castello di Corigliano è stato restaurato con lo spirito e con la volontà di rispondere alla storia, per l’impegno che gli uomini hanno di custodi delle memorie. Quando sono arrivato dopo il restauro non credevo ai miei occhi. Abituato a vedere orrori ovunque, mi sono trovato davanti a un restauro che possiamo dire veramente conservativo, nei dettagli, nel gusto dei particolari, nella volontà di ricostruire”.
Oggi, secondo Sgarbi, è facile dire “vai a Corigliano e guarda il Castello”.

Le pagine del saggio di Vittorio Sgarbi avranno un notevole valore per la diffusione nazionale dell’immagine del castello. Esse, inoltre sono di buon auspicio per questo 2010 che va ad incominciare e rappresentano un ulteriore significativo riconoscimento per Mario Candido, Giuseppe Smeriglio e Leonardo Scarcella, i tecnici che seguirono i lavori di recupero con passione e competenza.