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Serve un tetto per San Domenico PDF Stampa E-mail

 Si aspetta l’approvazione di una “variante” di progetto da parte della Regione Calabria per concludere nel modo migliore il recupero della chiesa di San Domenico e dell’annesso convento.


I lavori di recupero della chiesa di San Domenico e del sottostante convento sono in pieno corso, ad opera dell’impresa Erminio Gallo, che si è aggiudicata l’appalto per un importo complessivo di quasi 950 mila euro, proponendo un progetto di restauro e consolidamento redatto dall’ing. Vincenzo De Caro, dall’arch. Maurizio De Luca, dall’arch. Paola De Caro. Per il Comune di Corigliano i lavori sono seguiti dall’ing. Antonio Durante. I fondi provengono dal Piano di Sviluppo Urbano predisposto dalla giunta del sindaco Genova e fanno parte della stessa tipologia di interventi che prevede il restauro del ponte canale su via Roma, anch’esso in fase di attuazione.

Si tratta di un’opera pubblica di grande importanza per la parte più antica di Corigliano, ricca di suggestioni storiche ed ambientali. Proprio davanti alla chiesa di San Domenico arrivava l’antica strada che collegava la pianura al centro abitato, che in seguito si svilupperà attorno al castello. Dopo la frana del 1991 era stato previsto un importante progetto di consolidamento che interessava i quartieri di San Domenico e San Martino, non ancora completato per problemi di sicurezza dei cantieri. L’intervento in atto della chiesa e del convento è invece necessario per un rilancio sociale e culturale di quella zona.

La delicata opera di recupero dei locali conventuali ha già parzialmente confermato quello che si sapeva dalle fonti storiche. La struttura risale alla seconda metà del Seicento e, nel costruirla, si era sfruttato nel modo migliore il pendio sottostante la chiesa di San Domenico, tanto da ricavarne oltre 20 celle per i frati, la sala delle riunioni, l’ospizio, il refettorio, la cucina, i granai, le dispense, il deposito dell’olio e vari altri magazzini.

Le indagini archeologiche hanno permesso il ritrovamento di numerosi reperti che confermano la destinazione d’uso dei vari locali, oltre che resti dei frati seppelliti nelle cripte del convento.

Ora i lavori sono ad un bivio delicato. E’ necessario infatti che venga approvata la variante per la copertura della chiesa di San Domenico. Il progetto è al vaglio della Regione Calabria e si spera che la stessa lo esamini nel più breve tempo possibile. La disponibilità dell’ampio spazio interno della chiesa, collegato agli ambienti già recuperati ed utilizzabili del vecchio convento, permetterebbero una gestione ad uso culturale e sociale della struttura, ridando nuova vitalità e stimoli a quella parte periferica del centro storico, che potrebbe in tal modo diventare un tassello importante del Parco del Coriglianeto, che rimane uno dei traguardi più ambiziosi per qualsiasi ipotesi di rilancio del centro storico di Corigliano.