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Tra capricci e servilismo, a Corigliano si tocca il fondo! PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Viteritti   
Domenica 10 Giugno 2012 15:26
Sul primo numero della nuova serie del Serratore (a proposito: lo trovate ancora in edicola), ho testualmente scritto, in un articolo intitolato “Più che un municipio sembra un pollaio”, tra l’altro, quanto segue: “Il Garopoli è stato trasformato in un autentico “pollaio”, in cui dipendenti, funzionari e cittadini-utenti si accalcano in maniera indecorosa. In cui è dato ammirare libri antichi collocati alle pareti di sbigottite assistenti sociali, mentre dappertutto fascicoli d’archivio e antichi volumi cercano di sottrarsi alla furia devastatrice cercando di farsi notare il meno possibile in attesa di tempi migliori (come il prezioso catasto comunale ottocentesco, il cui restauro era costato sette milioni di vecchie lire, che giace abbandonato … vicino ai bagni!).
Tutto questo è stato fatto, si dice, per sanare difficoltà di bilancio. A parte il fatto che l’affitto dei locali dell’Ariella continua ad essere regolarmente pagato, che non risulta evidente un’incisiva azione di recupero fiscale, che l’affitto dei locali della scuola media Erodoto pesa sulle finanze comunali per una spesa doppia, quel che più indigna in questa brutta vicenda è che burocrati prefettizi abbiano potuto tranquillamente fregarsene della storia e della cultura della città, adottando decisioni strategiche che competevano ad amministratori regolarmente eletti. Lo hanno fatto con l’interessata compiacenza di funzionari comunali annichiliti dalle ultime vicende amministrative e grazie alla distrazione di un’opinione pubblica pronta ad ogni “servile ossequio” quando pensa di trovarsi di fronte a “potenti” di ogni tipologia.”

Pochi giorni dopo, in un trafiletto siglato CACTUS, scritto insieme ad altri amici, e pubblicato sul BLOG di Corigliano, avevamo scritto:

“La benemerita “Commissione” che da quasi un anno ormai si prende cura della città di Corigliano, sempre pensosa, pronta ed iperattiva, ha avuta un’altra brillante idea, che servirà a promuoverne l’immagine: il trasferimento in campagna dei vigili urbani.
Corigliano avrà così tra i suoi primati quello di non avere più i vigili in città, ma nei pressi dell’autoparco comunale. Non si potranno chiamare più vigili “urbani”, ma saranno denominati, d’ora in avanti, vigili “rurali” o “fluviali”…. Ed infine, ciliegina sulla torta, il risparmio per le finanze comunali ottenuto “lasciando” i locali finora occupati in locazione. Dicono che si tratti di circa 0,00 euro al mese (avete letto bene: zero), per cui il bilancio municipale è stato decisamente, grazie a questa provvidenziale misura, posto sulla via del risanamento. Bene, bravi!”

Nessuna confutazione è pervenuta alle due suddette pubbliche denunce.
Apprendo in questi giorni, che si sta seriamente pensando di spostare gli uffici anagrafici nella vecchia sede dell’Ariella, rimasta ora quasi vuota. Un gioco dell’oca paradossale e persino divertente, se non fosse che questi giochini stanno costando ai contribuenti coriglianesi decine di migliaia di euro.
Ed infine: la gara di affidamento in gestione del castello ducale è andata deserta, come ampiamente previsto, date le condizioni-capestro imposte agli eventuali partecipanti, con l’ovvia conseguenza che il castello resterà per altri lunghi mesi o anni nelle attuali condizioni.
Evito di affrontare le questioni “grosse”: il quasi dissesto finanziario con conseguente aumento dei tributi locali, l’andamento degli uffici comunali, il ritardo nelle opere pubbliche, la non osservanza della legge sugli archivi, ect, su cui ci sarà modo di esercitarsi in seguito, se nel frattempo non ritornerà in carica il sindaco Straface.
Le domande che voglio ora fare sono queste: nessuno (partiti, sindacati, onorevoli, cittadini, preti, associazioni, ect) ha nulla da obiettare? E’ possibile che il servilismo verso il (presunto) potente di turno faccia accettare tutto? Che razza di comunità stiamo diventando se siamo pronti ad “ingoiare” ogni rospo? Pensate che nelle vicine Cassano o Rossano i sigg. Commissari sarebbero stati trattati con tanta servile benevolenza e lasciati liberi di esercitarsi in ogni capriccio possibile? Temo che non avrò risposte.