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Scritto da redazione   
Mercoledì 23 Maggio 2012 10:59

Dopo quattro anni di assenza la storica rivista cittadina riprende le pubblicazioni

La storica rivista coriglianese è ritornata nelle edicole cittadine dopo quattro anni di pausa. Si tratta del n. 91, a rimarcare la continuità con i primi novanta numeri del periodico, pubblicati nell’arco di vent’anni tra il 1997 e il 2007. Il formato è rimasto identico, è cambiata invece la carta (per questa nuova serie viene utilizzata una elegante “avoriata”), mentre una rivisitazione della grafica ne ha reso più gradevole l’impatto visivo.

Per quanto riguarda i contenuti ovviamente è stata mantenuta la “miscela” che ne aveva decretato il successo fin dal suo apparire: attenzione all’attualità, alla cultura e ai beni culturali,  approfondimenti su momenti di storia locale e della Sibaritide, rivisitazione delle tradizioni senza cedimenti nostalgici, grande uso di immagini.
In questo primo numero da segnalare un ampio saggio di Giovanni Sapia sugli intellettuali “arbresh” che hanno avuto ruoli decisivi nello svolgimento del Risorgimento nazionale. Notevole anche un articolo di Domenico Cassiano dedicato ad uno scrittore calabrese ingiustamente misconosciuto, Luigi Siciliani, da poco riportato all’attenzione della critica nazionale grazie ad un importante volume di Franco Liguori. Ci sono poi i ricordi di Giampiero Gallina sul quartiere di Sant’Antonio negli anni Cinquanta; la storia di palazzo Fiore, di Luigi Petrone; un’inchiesta sui giovani che vanno all’estero dopo la maturità, di Marinella le Voci e Rosanna Taranto; un ampio servizio sul fotografo Francesco Spadola che ci ha lasciato le prime immagini della città, fra il 1885 e il 1891; un reportage sulla tradizione dei Sepolcri a Corigliano di Enzo Cumino, arricchito da splendide foto di Gaetano Gianzi; una magistrale rivisitazione della figura di Giacomo Mancini nel decennale della scomparsa a cura di Vittorio Cappelli; una intervista-colloquio di Pino Marasco con Francesco Fusca sui temi della solidarietà e della disabilità; due approfondimenti storici su Antonio Toscano e sul Plebiscito del 1860 di Riccardo Barardi e Tommaso Mingrone; un’ampia rassegna dei principali eventi calabresi dedicati al 150° anniversario dell’Unità d’Italia; la segnalazione della mostra su Aroldo Tieri allestita presso il castello ducale da parte di Ernesto Paura; una vibrata protesta per il dissennato accentramento degli uffici comunali al Garopoli, di Enzo Viteritti; una penetrante analisi del primo saggio poetico e narrativo di Nuccia Benvenuto, di Giovanni Torchiaro. E poi notizie varie, lettere, l’editoriale di presentazione. Pasquale Bennardo è presente con i suoi fulminanti epigrammi, pubblicati in una apposita rubrica, “ Pillole poetiche antidepressive”, particolarmente efficaci in questo momento storico, come dimostra il seguente, intitolato “Parodiando Gaber”:

Poco bella è la mia città
poco allegra è la mia città
con tanta gente
che non lavora
con tanta gente
che non produce
e non sa come pagare
le bollette del gas
e della luce ...