Vintage

il serratore

Consulta i vecchi numeri



dal numero 1 al numero 30

Cartoline d'epoca

J!Analytics

Le storie del Serratore/ Il carnevale a Corigliano nell’Ottocento PDF Stampa E-mail
Il Carnevale è una festa di origini antichissime, di chiara matrice contadina. Si svolgeva con riti propiziatori che comportavano banchetti, danze, scherzi e travestimenti, spesso in un clima di trasgressione che causava problemi di ordine pubblico che furono all'origine di numerosi provvedimenti repressivi assunti dalle autorità per impedire comportamenti giudicati pericolosi o criminali. Di questi lontani riti non esistono testimonianze scritte. La situazione cambia attorno al 1860 quando a cortei mascherati improvvisati si sostituiscono eventi spettacolari organizzati dai signori del luogo o da apposite commissioni.
 
Il primo carnevale coriglianese di cui si ha notizia risale al 1870. Fu organizzato dal giovane Francesco Compagna che aveva allora 22 anni ed era destinato a succedere al padre Luigi nel titolo di barone e nell’amministrazione degli ingenti beni familiari. La manifestazione, prevista per il 20 febbraio di quell’anno prevedeva un corteo mascherato, con partenza alle ore dodici  dal concio di liquirizia del Pendino, dove tutti i partecipanti avrebbero dovuto essere pronti debitamente mascherati e con il loro “equipaggio” al seguito. Il costume prescelto era quello “all’araba”, cioè “con brachessa, gilè, e zuava blu’; ed una Beduina o tutta bianca o tutta rossa”. Ogni partecipante conveniva sul posto con il suo cavallo, anch’esso ovviamente “bardato” secondo il tema della mascherata e uno “schiavo” al suo comando, vestito con “brachessa bianca, zuava rossa e col fez rosso”. Obbligatorio portare una gran quantità di confetti, da lanciare in testa ai curiosi e agli spettatori. All’epoca questi speciali confetti erano chiamati “coriandoli”; solo alcuni anni dopo furono messi in commercio i cerchiolini di carta come oggi noi li conosciamo. Alle due e mezzo del pomeriggio i cavalieri ed il loro seguito si sarebbero mossi verso la “spianata” di Sant’Antonio da dove, seguiti da una massa di popolo, avrebbero risalito la “Via Nova” diretti verso Piazza del Popolo. La sera, poi, tutta la “maschera” avrebbe concluso la festa nella “galleria” del castello.
Dovranno passare quasi trent’anni per avere notizia di un altro carnevale, questa volta d’impronta più popolare. Ebbe luogo nel febbraio del 1898 e ce lo racconta un anonimo cronista del “Popolano”:
“Anche noi, per la prima volta, abbiamo avuto il nostro Carnevalone. Questa novità è dovuta ad una eletta schiera di giovani signori che ne fecero campeggiare l’idea, accolta poi con giubilo da parecchi altri. E la prima domenica di quaresima fu bello assai e divertente vedere una ventina di persone, vestite elegantemente a vari colori in modo da rappresentare una compagnia di acrobati, preceduti dalla banda musicale, anch’essa in abiti da pulcinella.
E’ indescrivibile ciò che avvenne in piazza del popolo, ove si erano preparate le funi per gli svariati esercizi. Una folla immensa di popolo li accolse con grida di evviva, ma era tanta la calca che si dovettero sospendere le danze incominciate e passare oltre. Ma ovunque essi andavano un’immensa ondata di popolo li seguiva.
Un bravo di cuore agli egregi giovani signori, augurandoci che la loro iniziativa passi nei costumi del nostro popolo.”
(Le notizie sul carnevale del 1870 si ricavano da un documento conservato nell’archivio Compagna di Corigliano, pubblicato da Pier Emilio Acri sul Serratore nel 1989)