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Quel plesso è da trasferire? No, grazie! PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Viteritti   
Sabato 26 Novembre 2011 17:15
Gran movimento al Comune per trasferire gli alunni del plesso di San Francesco, nel centro storico. Cosa nasconde questo accanimento verso l’antico borgo? I genitori in stato di agitazione.


Dopo il Valente, il Garopoli, il castello (strutture coinvolte in ipotetici trasferimenti di uffici, biblioteche ed archivi) adesso è la volta dell’antico plesso scolastico di San Francesco, che per decenni ha ospitato generazioni di alunni coriglianesi. I genitori si sono dichiarati nettamente contrari ad ogni trasferimento e lo stesso dirigente scolastico, dott. Nicola Volpe, ha espresso perplessità sulle modalità fin qui seguite nei rapporti tra scuola e comune sulla delicata questione.
In effetti questa insistenza sui trasferimenti degli uffici comunali a più d’uno comincia a sembrare sospetta. Su un bilancio di 25 milioni di euro il Comune di Corigliano paga quasi 250.000 euro di fitti passivi all’anno. La maggior parte di questa somma è impiegata per il fitto dei locali della scuola Erodoto allo Scalo. Perché i Commissari non sveltiscono l'iter per la nuova scuola media in programmazione da anni? E perché non si danno da fare per il completamento di Palazzo Bianchi, che darebbe un forte contributo per il problema degli uffici comunali?
Comunque, anche ipotizzando una magica ed istantanea scomparsa di questi fitti le difficoltà finanziarie dell’Ente resterebbero inalterate. Perché allora i Commissari non si concentrano sul recupero dell’evasione di tasse ed imposte comunali, che superano i dieci milioni di euro? Perché non si procede al “taglio” dell’utenza dell’acqua per professionisti, commercianti, studi professionali, proprietari di ville, insomma per quelle migliaia di nostri concittadini che tranquillamente se ne infischiano di contribuire al bene comune? Perchè non si controllano i cantieri edili per verificare i consumi d’acqua? Perché non si fanno pagare le tasse per i rifiuti solidi urbani? Potrei continuare, ma il senso di quello che affermo è chiaro: si ha l’impressione che i commissari (forse anche mal consigliati da alcuni funzionari comunali) per non affrontare lo spinoso problema del recupero delle tasse evase od eluse concentrino i loro sforzi su una questione marginale, però capace di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica sul loro operato. Ma questo “giochetto” ormai sta venendo allo scoperto e i cittadini sono sempre più insofferenti, come dimostra la decisa posizione assunta dai genitori degli alunni del plesso di San Francesco. I quali, poiché risiedono nel centro storico, hanno le abitazioni tutte accuratamente schedate nei computer comunali e quindi è difficile che possano evadere tasse e imposte, mentre nelle campagne e nelle frazioni ognuno fa quello che vuole confidando nell’assoluta mancanza di controlli.
Il centro storico ha bisogno che le strutture culturali e turistiche, realizzate nel corso di decenni, non siano snaturate rispetto al loro compito di dare una speranza di sviluppo economico alla città e di lavoro ai giovani. Il Valente, il castello, il Garopoli, palazzo Bianchi siano messi in grado di esercitare le funzioni a cui sono stati destinati. I commissari si dedichino alle finanze comunali facendo pagare le tasse ai “soliti furbi”, al problema dei rifiuti, alle strade colabrodo, all’ambiente, alle sanguisughe che assediano il comune, alla riorganizzazione degli uffici comunali, al ripristino di procedure semplici ed eguali per tutti in ogni ambito del comune: sono qui per questo, non per trasferire o accentrare uffici.