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Le storie del Serratore/ Il castello non ha più la sua Madonna PDF Stampa E-mail
L’audace furto della “Madonna delle Rose” di Domenico Morelli nel 1996

A rubare la "Madonna delle Rose" di Domenico Morelli, custodito nel castello di Corigliano, ci avevano già provato il 6 novembre del 1992. Quella volta ai ladri era andata male, perchè la signora Rosanna Quadrelli, che ancora abitava nel castello, aveva dato tempestivamente l'allarme e il dipinto era stato ritrovato dopo alcune ore nascosto nei locali del "sotterraneo", in probabile attesa di essere poi portato via con comodo. Nella notte tra il 23 e il 24 febbraio scorso, invece, i malviventi hanno avuto tutto il tempo, nel castello incustodito, di abbattere muri, scardinare porte blindate, tranciare catene di ferro ed andarsene - oltre che con l'opera del Morelli - con un ricco bottino di orologi d'oro, statuette in bronzo ottocentesche, preziosi piatti in ceramica decorati. Ultimi resti dell'epoca d'oro dei Compagna, quando il castello era visitato da principi ed uomini illustri e Nicola Misasi poteva scrivere, entusiasta, che il castello di Corigliano conteneva "quanto di più ricco, di più eletto, di più delicato hanno prodotto l'arte e l'industria".

Il clamoroso furto ha fortemente turbato la cittadinanza ed ha avuto ripercussioni in tutta la regione, perchè ripropone l'irrisolto problema della tutela e della sicurezza di un patrimonio artistico che spesso è abbandonato a se stesso. Non era questo il caso di Corigliano, perchè la tavola del Morelli era custodita in una vera e propria camera blindata. Ma ormai, nel centro storico di Corigliano, la delinquenza ha mano libera, controlla il territorio, e quando decide di prendersi qualcosa non ci sono ostacoli che possano fermarla. Da anni i cittadini invocano una maggiore presenza delle forze dell’ordine in quei quartieri. Ma tutte le richieste finora sono state vane.

La speranza adesso è che l'opera del Morelli possa essere ritrovata. Non crediamo ad un furto su commissione. Si tratta di un'opera di grandi dimensioni (alta circa due metri, larga 90 cm.), dipinta su una pesante tavola di legno di pioppo, difficile quindi da trasportare e custodire, ampiamente nota in tutti gli ambienti artistici nazionali, per cui non è di facile commercializzazione. Invitiamo i responsabili delle indagini ad essere costanti ed attivi. Non si tratta del solito furto di automobile da trattare con sufficienza. La città, tutta, è rimasta offesa da questo furto, che pregiudica tante speranze di un'ordinata rinascita del castello e del centro storico, e si aspetta una forte risposta dai responsabili dell'ordine pubblico.
(La tavola del Morelli fu poi ritrovata dai carabinieri il 7 marzo successivo, nel corso di un’operazione in cui furono arrestati tre giovani coriglianesi).
(LE FOTO SONO STATE SCATTATE DOPO IL FURTO DEL 1992. E’ PRESENTE IL SEGRETARIO GENERALE DEL COMUNE DOTT. MICHELE VICECONTE, ALLE SUE SPALLE L’ASSESSORE FRANCESCO ARDUINO)
(Il Serratore n. 45, 1996)