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Scritto da Luigi Petrone   
Martedì 11 Ottobre 2011 12:37
Il dibattito sulla strada detta della Cavallarizza

Il problema viario nel Borgo antico è un “problema. Il reticolo viario interno del nostro borgo, come di tutti i borghi, è complesso, intricato, perché costruito a “passo d’uomo e di mulo”; è naturale che oggi ponga difficoltà. Però voler forzare questa natura, inevitabilmente conduce a una violenza del tessuto e della scena urbana che finirebbe per mutare proprio l’essenza del tessuto urbano. Ciò detto non è certo cosa semplice quale sia la “strada giusta” da prendere per ridare linfa vitale alla Città antica.
Per comprendere quale possa essere, appunto, la strada giusta, bisogna però partire da ciò che è Città antica e ciò che invece non lo è (o lo è stato perché spazzato via dal degrado e dall’abbandono. ..). La Città antica di Corigliano è quella che, tuttora, è visivamente e fisicamente riconducibile al percorso un tempo occupato dalle antiche mura civiche. Il tessuto urbano intorno al castello ducale è senza dubbio il tessuto più delicato e prezioso del centro storico, e naturale preoccuparsi di preservarlo. La nuova strada che attraversa la “Cavallerizza” passa nel corpo della città storica, proprio nel cuore del suo tessuto. Non entro in merito se la realizzazione dell’opera possa compromettere la stabilità della rocca di pietra dove sorge il castello ducale o sul suo, preoccupante,  grado di pendenza. Di certo occorrerà chiedersi se il suo ricongiungersi con Via Capalbo e poi con Via dei Cinquecento realmente conduca lontano il traffico dal centro storico. Inoltre, ed è cosa a tutti noti, proprio allo scopo di non finire nella “trappola” del reticolo viario dei centri storici (veri e propri labirinti moderni), l’uomo di oggi da molto tempo, adopera diffusamente la scelta delle circonvallazioni e dei raccordi viari, esterni e non interni ai borghi e alle città.  
Però ci sono altre ipotesi. Tutti sappiamo che accanto alla bretella della Cavallarizza, si propone di realizzare la nuova strada come la naturale prosecuzione della Via Diaz-Via Veduta Martiri di Ceuta (“u Giruni”), quasi una sorta di circonvallazione naturale. Il percorso è vero è più lungo, però così raggiungerebbe quasi per intero l’area urbana sottostante Santa Maria e forse anche con minor costi giacché le abitazioni (che storicamente sono fuori dalla cerchia storica come evidenzia l’assenza di edifici di notevole valore architettonico ed urbanistico ad eccezione di quelli religiosi) eventualmente da demolire sono già compromesse, abbandonate o sul punto di rovinare. Questa ipotesi ricongiungerebbe questa parte del borgo con la zona di San Giovanni da dove il traffico può agevolmente essere condotto verso lo scalo (evitando così il centro storico…) o di nuovo reindirizzato verso il centro. Questo progetto – è stato osservato - non solo non eliminerebbe l’ingorgo in Piazza Compagna (piazza chiusa, come piazza Cavour e altre strade cittadine, chiuse, appunto senza sbocco!), né produrrebbe i benefici auspicati a questa malandata parte della città e ai residenti nei quartieri periferici (ovvero fuori dalla città più antica) che sorgono tra le chiese di Santa Maria e di San Domenico che inevitabilmente sempre più abbandonano le loro case.  
Di una cosa però ne siamo certi, una scelta di tale importanza richiede un concorso d’idee, forse persino uno studio ad hoc. Certamente la presentazione alla cittadinanza dei vari possibili progetti, magari illustrati con l’ausilio di un plastico o di una simulazione video fotografica, aiuterebbe la partecipazione e la condivisione della popolazione.