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Una raccolta di firme per bloccare la strada della Cavallerizza PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Viteritti   
Domenica 09 Ottobre 2011 08:57
Con legge n. 15 del 2008, la Regione Calabria aveva concesso al Comune di Corigliano un contributo di quasi tre milioni di euro per dar sfogo e sicurezza alla viabilità circostante alla zona del castello ducale. La soluzione ipotizzata dalla giunta Straface, quella cioè di sventrare il pianoro detto della Cavallarizza, posto ai piedi del torrione del castello, onde realizzare una modesta strada di collegamento tra due stradine interne del centro storico non rispondeva affatto all’esigenza per cui era stato adottato il provvedimento regionale.
Adesso, passati colpevolmente tre anni dalla concessione di quel finanziamento, sull’onda della fretta per il pericolo di revoca, si procede quasi per inerzia sull’ipotesi Cavallerizza, ignorando le pesanti riserve di ordine geologiche che si oppongono a tale soluzione, oltre che, ripeto, alla sua sostanziale inutilità.
Già l’associazione “Gli Amici del Castello” in un documento inviato ai Commissari comunali e diffuso alla cittadinanza il 20 settembre scorso avevano segnalato la pericolosità e l’inutilità di quell’opera pubblica.
“Per il castello – si leggeva nel documento . chiediamo con forza che sia rivista la scelta di costruire una strada nel luogo detto della Cavallarizza. I fondi disponibili sono stati erogati per garantire una viabilità d’accesso al castello e al quartiere circostante. La strada ipotizzata pare invece una inutile “scorciatoia” che andrebbe ad incidere e quindi a devastare uno dei pochi pezzi di tessuto urbano ancora integro ed abitato. Esistono inoltre problemi di consistenza del terreno, come dimostra la relazione geologica prodotta in fase preliminare dal tecnico incaricato e che si prega di rendere pubblica onde approfondire la questione.”
A quel documento era seguito un incontro del PD, a cui io ero presente come rappresentante degli “Amici del Castello”, con la dott.ssa Scialla, Commissario al Comune, durante il quale la suddetta affermava candidamente di non saper nulla dell’opera, ma che si sarebbe adoperata per evitare inutili scempi. A quell’incontro non è seguito alcun atto concreto e si è proceduto all’individuazione dei tecnici che dovranno redigere il progetto definitivo.
Poiché, per fortuna, i tecnici non sono vincolati esclusivamente all’ipotesi Cavallerizza, si può ancora intervenire affinchè essi si diano da fare per trovare una soluzione alternativa, nonostante i tempi ristretti.
La raccolta di firme, promossa dal PD e “lanciata” nel corso della “festa” di partito che si sta tenendo nel centro storico, serve proprio a questo: sensibilizzare tecnici comunali, Commissari prefettizi e cittadinanza a non andare oltre verso un’opera pubblica che creerebbe scompiglio, non servirebbe a nulla e, nel caso peggiore, metterebbe a rischio un intero brano edilizio sottostante il castello.
Gli organizzatori della petizione, come si legge nel preambolo, chiedono “Che l’opportunità offerta dal comma 22 della Legge 15/08 col finanziamento detto si sostanzi in una progettazione  che, nel rispetto della natura geologica e della conformazione fisica dei versanti,  miri ad individuare soluzioni concrete al problema della  mobilità nella zona Castello senza, cioè,  spreco di denaro per interventi  insignificanti, complicati o, peggio ancora, di appesantimento del già problematico traffico di stradine interne al borgo antico - come accadrebbe nel caso di una presunta strada della Cavallerizza. Si ritiene, infatti, necessario che la considerazione dei progettisti si indirizzi sul versante che va dalla Chiesa dell’Addolorata a quella di Santa Maria Maggiore , San Nicola e San Martino dove è maggiormente  necessario e possibile  conciliare le esigenze di consolidamento-risanamento, viabilità e arredo di vaste aree che, a causa dell’ abbandono e successivo degrado di edifici ormai divenuti pericolosi per l’incolumità pubblica, hanno vissuto un deprimente e inaccettabile spopolamento. Molto più massiccio che in altre aree del borgo antico. Un fatto  non più tollerabile per le tristi  e prevedibili conseguenze che ne deriverebbero oltre che agli ultimi cittadini rimasti (sono ben noti gli episodi di microcriminalità di cui sono stati e sono vittime principalmente gli anziani della zona),  anche al  gran numero di valori storico-artistici presenti in quel contesto.”
Confidiamo che in pochi giorni si possano raccogliere migliaia di firme, in modo da obbligare i vertici del Comune ad un confronto serrato con partiti, associazioni e cittadini che si oppongono all’ipotesi Cavallerizza.