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In scena eventi e personaggi dell’Unità d’Italia PDF Stampa E-mail
Scritto da Enzo Viteritti   
Mercoledì 08 Giugno 2011 21:05
Al Metropol gli studenti portano sul palcoscenico “1 - 5 - 0 ITALIA”, uno spettacolo denso di contenuti, con momenti spettacolari e divertenti.

L’applauso più forte è scattato quando dalla scena è arrivato lo sfogo disperato dell’amico di Peppino Impastato che accusava un intero paese di favorire la mafia con il silenzio e la connivenza. Un applauso convinto da parte di centinaia di giovani, che forse dovrebbe far riflettere molti, troppi adulti sulla scommessa che stanno facendo sulla pelle di una città come Corigliano. Domani questi ragazzi chiederanno conto degli odierni comportamenti e sarà difficile trovare risposte adeguate.        foto evento
Stiamo parlando dello spettacolo teatrale “1 - 5 - 0 ITALIA”, organizzato al Metropol martedì 7 giugno dai Licei cittadini come manifestazione conclusiva di un anno ricco di iniziative legate alle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
I giovani studenti, preparati molto bene da Imma Guarasci, hanno presentato gli eventi più significativi o i personaggi più simbolici dei 150 anni che abbiamo alle spalle, utilizzando la danza, il canto, la recitazione, la proiezione di filmati d’epoca. Il tutto ben miscelato in una scenografia spettacolare, che esaltava con un sapiente gioco di luci le singole scene mentre una regia attenta faceva scorrere l’evento in maniera serrata e convincente, evitando i didascalismi e i tempi morti che spesso condizionano negativamente spettacoli di questo tipo. Merito dell’autore del testo, Pietro Maradei (il dirigente dei due Licei), che si è basato su un “format” già sperimentato presso altre scuole, di Imma Guarasci che ha curato la regia, e dei ragazzi che hanno affrontato la prova con serietà e direi professionalità, se mi si lascia passare questo termine per un gruppo giovanile alla prima esperienza. Sono stati tutti bravi, qualcuno eccellente, superbi i musicisti, trascinanti le ballerine e i ballerini.
I momenti che più hanno colpito il numeroso pubblico sono stati quelli della rievocazione della tragica morte di Peppino Impastato; la lettura di una brano della lettera di un condannato a morte dai nazifascisti durante la Resistenza; l’esaltazione dell’insegnamento di don Lorenzo Milano, simbolo di una scuola che non esclude nessuno per la sua condizione sociale; il balletto in cui si ricordavano le lotte del ’68, quando le donne prendevano coscienza dei loro diritti e lottavano per essi. Ma lo spettacolo ha vissuto anche su invenzioni comiche che hanno fatto sorridere e strappato applausi a scena aperta. Due su tutte: l’apparizione di Gastone, il celebre personaggio creato da Ettore Petrolini agli inizi del Novecento e poi magistralmente ripreso da Alberto Sordi; e il rifacimento di un comizio di Antonio La Trippa, lo storico predecessore di Cetto La Qualunque, interpretato da Totò nel mitico film di Sergio Corbucci “Gli Onorevoli”. 
Una bella e significativa serata, dunque, per la quale dobbiamo essere grati a Pietro Maradei, che ha cominciato nel modo migliore la sua dirigenza scolastica a Corigliano e alle due docenti che hanno seguito il progetto, Diamante Bruno e Anna Scarcella. Penso che sia giusto ricordare anche i giovani attori che hanno dato vita allo spettacolo, partecipando al laboratorio teatrale diretto da Imma Guarasci (e forse di alcuni di loro sentiremo parlare in futuro): Giada Armatore, Gabriele Balbi, Ada Bruno, Giorgio Luca Durante, Irene Ferrari, Luciana Franzese, Giammarco Garasto, Alfredo Gardi, Lucia Grillo, Maria Rita Petrone, Chiara Polino, Lucia Stasi, Domenica Terranova. Le musiche sono state curate da Mattia De Bartolo, Chiara Garasto, Alfredo Gardi, Andrea Marrazzo. Le coreografie da Giada Armatore, Ada Bruno, Domenica Terranova. I canti da Lucia Grillo, Maria Francesca Mannella. Vicky Macrì è stata l’aiuto regista. I costumi creati da Natalina Kotsinska, mentre Liborio Salerno ha curato il servizio audio – luci.