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Una bella notizia per la chiesa di Sant’Anna PDF Stampa E-mail

Dopo anni di lontananza, causa restauro, ritornerà a Corigliano, nella chiesa di Sant’Anna, il prezioso ed antico paliotto in cuoio che rivestiva la parte inferiore dell’altare della cappella dell’Ecce Homo.

 Dopo l’allarme per la perdita di un cospicuo finanziamento regionale per la chiesa della Riforma (che speriamo possa essere recuperato), arriva la bella notizia del completamento del restauro di un prezioso arredo della chiesa di Sant’Anna. Si tratta del paliotto in cuoio bulinato da anni preso in consegna dalla Sovrintendenza di Cosenza perché bisognoso di un urgente intervento che potesse restituirne lo splendore di un tempo. 

Il paliotto, dipinto ad olio dorato ed argentato racchiude tra foglie e fiori l’immagine dell’Ecce Homo, e per questo era collocato proprio nella cappella dell’Ecce Homo. 

Ancora una volta l’impresa (e si deve usare questo termine quando si tratta di far restaurare un’opera d’arte dalle Sovrintendenze italiane) è dovuta alla tenacia e alla pazienza senza limiti di don Santo Aquilino che, dopo aver promosso e seguito importanti lavori nella chiesa di Sant’Anna, voleva fortemente che ritornasse a Corigliano questo importante tassello del suo patrimonio artistico. Da segnalare anche l’impegno dei Frati Minimi di San Francesco, che da qualche tempo hanno la chiesa di Sant’Anna sotto le loro cure. Ci auguriamo che l’arrivo a Corigliano del paliotto, previsto tra poche settimane, sia adeguatamente valorizzato con una pubblica manifestazione. 

Ma cos’è un paliotto? Per saperlo basta entrare in una chiesa ed osservare la parte inferiore dell’altare che, spesso, è ornato da un pannello decorato.
Anticamente si rivestiva  questa parte dell’altare con il “pallium”, un drappo di tessuto che completava il corredo dei paramenti sacri usati durante lo svolgimento delle funzioni religiose.
Il paliotto era arricchito da decorazioni dipinte o ricamate che facevano riferimento alla pala che sovrastava l’altare e spesso portava le insegne della casata del committente, per lo più un prelato o un benefattore di nobili natali.
Il deperimento dovuto all’uso, all’umidità ed alla polvere, malgrado le smacchiature e le “rappezzature”, portò, nel tempo, alla distruzione dei paliotti in tessuto.

 Per il rivestimento della parte inferiore degli altari cominciarono allora ad essere utilizzati materiali diversi e meno delicati, come il legno, il marmo, il cuoio, il metallo, la paglia e la scagliola. Proprio nella chiesa di Sant’Anna sotto l’altare maggiore si può ammirare uno splendido paliotto policromo in scagliola. 

I paliotti in cuoio “corami d’oro”, dorati e dipinti in vivace policromia, decorati da fiori, frutti, ma anche da paesaggi, venivano usati durante i riti che si svolgevano nei giorni feriali, per sostituire quelli in tessuto prezioso più delicati e facilmente deperibili.

La foto mostra un particolare del paliotto in cuoio prima dal restauro.