Vintage

il serratore

Consulta i vecchi numeri



dal numero 1 al numero 30

Cartoline d'epoca

J!Analytics

Franco Onorato Palermo PDF Stampa E-mail
(Serra d’Aiello, 1892 – Corigliano Calabro, 1948)

Nato a Serra d’Aiello il 7 febbraio 1892, si laureò in Scienze economiche e commerciali presso l’Istituto “Ca’ Foscari” di Venezia. Nel 1920 entrò nell’Amministrazione Finanziaria e nel 1935 fu destinato a Corigliano come Primo Procuratore delle Imposte Dirette. Fu membro della prestigiosa Accademia Cosentina; Ispettore onorario delle belle Arti; Commendatore della Corona d’Italia. Collaborò a molte riviste d’arte e periodici locali e nazionali, fra cui i coriglianesi “Cor Bonum” e “Il Popolano”. Autore poliedrico e di vasti interessi ha pubblicato due romanzi: “Amor condusse noi” e “Verso le stelle”; saggi su Giovanni Pascoli, Giusuè Carducci, Giuseppe Casalinuovo, Quintino Sella e una raccolta di “Profili d’Artista”; un saggio filosofico, “Sentieri nella foresta”; un’antologia letteraria, “Poeti italiani d’oggi”, una commedia, “L’ombra delle vele”; un trattato di Economia finanziaria sulle Imposte Dirette. Altre sue opere rimasero inedite. Morì a Corigliano Calabro il 2 febbraio 1948.
Arcangelo Liguori, nell’indirizzargli un ultimo commosso saluto dalle pagine del Cor Bonum (N. 3/1948) ne ricordava “il linguaggio vivo, elegante, preciso” e “l’ingegno duttile e forte, fondato su una cultura letteraria ed artistica fuori dal comune”, rimpiangendo l’amico che tanto sapeva “comprendere ed esprimere la divina bellezza dei nostri luoghi, del nostro cielo e del nostro mare”.
Ed in effetti, nei primi anni del dopoguerra, Franco O. Palermo molto si era speso, sui periodici coriglianesi, per favorire lo sviluppo di nuove idee e progetti capaci di fare rapidamente di Corigliano una città degna delle grandi risorse economiche di cui disponeva e che, a guerra finita, se ben utilizzate, avrebbero recato benefici all’intera comunità, dai lavoratori agli imprenditori. A lui si devono anche alcune belle pagine dedicate al patrimonio artistico della città. 
Il prof. P. Ceravolo, il 2 maggio del 1935, in occasione della rappresentazione a Bergamo della commedia “L’ombra delle vele”, tenne un discorso introduttivo sulla figura di F. O. Palermo che già da “ben 22 anni con entusiasmo e con fede lavora e produce con crescente consenso del pubblico e della critica”. Il discorso fu poi pubblicato e l’opuscolo rappresenta un’utile introduzione all’opera di Palermo.
Un’altra importante testimonianza su questa figura si deve a Giovanni Sapia, che lo conobbe e lo frequentò a Corigliano negli anni del secondo dopoguerra.
“Studioso di letteratura, – ha scritto Sapia – particolarmente di Pascoli e di Carducci, ai quali dedicò specifiche monografie, non prive di giudizi acuti e tuttora illuminanti, partecipe del dibattito culturale, attento alla sostanza del fatto letterario e insieme sorvegliato cultore della parola e del verso, romanziere e poeta fecondo, ebbe, facendo per molti anni il Procuratore delle imposte a Corigliano, la sorte di Quasimodo, tra l’aridità della funzione pubblica e il richiamo dei fantasmi interiori, quella esercitando con signorile probità, in questi tuffandosi fedelmente fuori di servizio, nella sua casa, e poi, a sera, senza panni cardinali e curiali, in un confronto a tre, nella cantina di Ciccuzzo: Palermo, Ciccuzzo ed io.”
Giovanni Sapia si riferisce alla “cantina” di Antonio Ungaro, un personaggio per tanti versi singolare, che in quegli anni pubblicava le sue poesie in dialetto con lo pseudonimo di “Ciccuzzo”.


Bibliografia
P. Ceravolo, Lo Scrittore Franco O. Palermo, Milano, Scrittori Associati, 1935.
Giovanni Sapia, Quei convivi letterari nella cantina di “Ciccuzzo, Il Serratore, n. 33, settembre 1994.