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Raffaele Amato PDF Stampa E-mail

 

(Corigliano Calabro, 1885 – 1958)

Maestro elementare e giornalista, è stato un protagonista della vita politica di Corigliano, tanto da essere sindaco della città dal giugno 1952 al febbraio 1953. Era un socialista d’impronta riformista, con una spiccata vocazione pedagogica, convinto che l’emancipazione delle classi lavoratrici potesse avvenire solo con una crescita del livello di istruzione e cultura. Il 25 aprile del 1913, aiutato da un gruppo di contadini ed operai, fondò, tra mille difficoltà, una Biblioteca Popolare che come prima sede ebbe la bottega di un calzolaio, Pietro Belluccci. Alla Biblioteca ben presto si affiancarono un Circolo di Cultura e una Biblioteca Scolastica, finanziata quest’ultima con contributi volontari versati dai 23 contadini che frequentavano la terza sezione della scuola serale, da lui stesso diretta.

Nel 1924 diede vita ad un Gruppo di Azione, un’istituzione che si stava diffondendo in quegli anni in molte regioni italiane, con il compito di promuovere l’incremento della cultura del popolo. “La loro opera non è ancora conosciuta e apprezzata come meriterebbe, – scrisse Pasquale Leonetti sul periodico coriglianese Il Monitore (n. 5/1925) – perché si svolge d’ordinario modestamente, al di fuori della cerchia delle manifestazioni ufficiali dell’azione culturale, ma non per questo è meno efficace, anzi dirò che essa tanto più è feconda di risultati pratici quanto più immediato è il contatto del Gruppo con l’animo del popolo… Essi provocano, con l’efficacia della propaganda diretta, concessioni di fondi, a pro della scuola popolare, da individui, da società, da enti, da autorità, o raccolgono materiale d’arredamento per le scuole che ne sono prive, o provvedendo e distribuendo alle scolaresche disagiate materiale per disegno, per lavori manuali, per lavori frobeliani, per lavori femminili”.

Per tutta la vita ebbe una forte passione per il giornalismo, anch’esso visto come strumento indispensabile di formazione politica e culturale per le classi lavoratrici. Collaborò a molte testate e promosse la pubblicazione di periodici da lui fondati, diretti e spesso completamente scritti. Il primo di essi fu “la Freccia”, il cui primo numero è del 31 gennaio 1905. Ebbe vita breve e si esaurì in quello stesso anno.

Seguì “vita Nuova”, pubblicato tra il 1907 e il 1908.

Più continuità ebbe “La Voce del Popolo”, apparso dal giugno del 1919 al marzo del 1921. Nell’aprile di quello stesso anno la tipografia che stampava il giornale fu assalita e incendiata dai fascisti, determinando la chiusura della testata.

L’ultima sua impresa giornalistica fu “Avanti, Corigliano!”, pubblicato tra il 1947 e il 1953. Fu l’arma con la quale l’ormai anziano giornalista condusse una tenace battaglia contro il centrodestra coriglianese.

Bibliografia:

Enzo Viteritti, La “pratica” culturale dal primo dopoguerra ad oggi, in “Corigliano. Storia, cultura, economia”, Rubbettino, Soveria Mannelli 2005.

Mimmo Longo, Giornali coriglianesi (Profili), Corigliano Calabro 1994.