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Gabriele Meligeni PDF Stampa E-mail

(Corigliano Calabro, 1943 – 2006)

Nato il 23 marzo del 1943, da Francesco e da Fiorina Malagrinò, l’impegno giovanile di Meligeni si divise tra la pittura e la politica, fino agli anni degli studi universitari a Napoli. La laurea in Architettura arrivò mentre si faceva più intensa la sua partecipazione alla vita amministrativa di Corigliano. Come esponente del Partito Comunista Italiano godeva di una larga popolarità. Fu sindaco della città dal gennaio del 1973 all’aprile del 1974, affiancato da una maggioranza social comunista. Una durissima opposizione democristiana ne condizionò l’operato, ma riuscì ad impostare una approfondita discussione sulla necessità di un Piano Regolatore Generale, in un contesto di sfrenato arbitrio urbanistico.

Fu di nuovo sindaco dal settembre 1980 al novembre del 1983, alla guida di una coalizione di sinistra che poteva contare su di un solo voto di maggioranza in consiglio comunale. Fu un periodo difficile, ma non mancarono risultati positivi. a cominciare dall’apertura di un consultorio familiare nel centro storico. Durante il suo sindacato fu avviato un moderno sistema di raccolta dei rifiuti solidi urbani; furono realizzate due villette allo Scalo e a Piana Caruso; cominciò la costruzione di via Fontanelle allo Scalo; vennero aggiudicati i lavori per la rete fognante a Schiavonea; si deliberò di procedere al restauro del teatro Valente, che all’epoca risultava ancora in affitto a privati; fu deciso il trasferimento all’Ariella di gran parte degli uffici comunali; si diede inizio alla metanizzazione del territorio comunale con affidamento all’Italgas; fu tenace l’opposizione alla costruzione di un oleodotto di collegamento tra il nascente porto e la centrale Enel di Rossano; ed infine fu dato il primo incarico per il progetto di restauro e consolidamento del castello ducale.

Nel settore dell’urbanistica il consiglio comunale diede via libera all’adozione del piano regolatore generale (che nel frattempo era stato redatto dall’arch. Mario Candido), pur in assenza di una formale approvazione della Regione Calabria, nella speranza di porre in tal modo un freno al dilagante abusivismo.

Nel 1986, la libreria “Il Fondaco” promosse la pubblicazione di un suo volume di grafiche, “Frammenti. Tra arte e ideologia. 1972 – 1975”. L’opera è un “racconto per immagini”, in cui Meligeni usa il disegno per illustrare la sua lunga e tormentata vicenda di consigliere comunale e sindaco. In esso prevalgono le “ragioni ideologiche, esplicite talvolta fino alla forzatura” e le sue vicende autobiografiche, che sono “un caso esemplare di collisione tra utopia e realtà”, come scrisse Luigi De Luca nella nota introduttiva.

Meligeni aveva già pubblicato un altro volume, Cari compagni, una raccolta di “lettere” e disegni prodotti in due soli mesi, marzo ed aprile del 1970, che gli avevano procurato incoraggiamenti e consensi da parte di Carlo Levi, l’autore di Cristo si è fermato ad Eboli, e di Abdon Alinovi.

Notevole è stata anche la sua produzione pittorica. Vittorio Sgarbi, che ha esaminato le sue opere nel 2001, è rimasto colpito dalla forza espressiva di molte di esse, auspicandone una valorizzazione ed un pubblico riconoscimento.

E’ venuto a mancare il 31 dicembre del 2006, dopo che una grave malattia, nel 1985, lo aveva costretto ad una forzata rinuncia all’attività politica ed all’impegno artistico.


 

 

Bibliografia:

Enzo Viteritti, La “pratica” culturale dal primo dopoguerra ad oggi, in “Corigliano. Storia, cultura, economia”, Rubbettino, Soveria Mannelli 2005.

Enzo Viteritti, Pittore per istinto, politico per scelta, Il Serratore, n. 86, 2007.