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Vicende e personaggi di Corigliano dopo l’Unità PDF Stampa E-mail
Scritto da Dino De Luca   
Domenica 12 Dicembre 2010 18:19

 Successo per il ciclo di conferenze organizzate in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia. Mercoledì 15 dicembre il 3° appuntamento.

A Corigliano un’interessante iniziativa promossa dal dirigente del Liceo Classico e Scientifico, prof. Pietro Antonio Maradei, in collaborazione con l’associazione culturale “Il Serratore” sta suscitando notevole interesse per il “taglio” originale con cui viene presentata. Nel corso degli incontri vengono infatti illustrati personaggi e vicende della città influenzati, a livello locale, dagli avvenimenti nazionali che avevano portato sette diversi stati ad unirsi per formare la “nuova” Italia.

 

I Compagna, per esempio, e i loro sforzi di “adeguarsi” al nuovo regno guidato da quei Savoia, che erano stati la causa della cacciata dei Borbonici. Nella prima conferenza (17 novembre) Enzo Viteritti ha ripercorso le vicende della grande e potente famiglia, partendo da Giuseppe Compagna che riuscì a creare quasi dal nulla una fortuna durante il decennio napoleonico (1806-1815), tanto da essere definito dagli storici “esimio calcolatore degli uomini e dei tempi”. Seguirono poi gli sforzi per non perdere tutto dopo il ritorno dei Borboni nel 1815 sul trono di Napoli; le incertezze durante le agitazioni rivoluzionarie del 1848; il riuscito inserimento nel nuovo ordine sociale nato dall’Unità d’Italia, fino al tracollo che inizia alla fine dell’Ottocento, proprio quando, con la visita a Corigliano nel 1891 del Principe di Napoli, futuro re d’Italia, credevano di aver superato gli scogli più pericolosi. Come sarebbe la realtà economica e sociale della Sibaritide odierna e della stessa nostra città, si è chiesto il relatore, se i Compagna, che nell’Ottocento avevano creato una grande azienda latifondistica ed imprenditrice, fossero riusciti a reggere alla concorrenza delle imprese settentrionali? Il “Quadrato” a Schiavonea, il castello nel centro storico, il castello di San Mauro a Cantinella: su questi tre simboli del potere dei Compagna, Viteritti ha sviluppato un ragionamento sul filo del paradosso, che ha illuminato di nuova luce problemi ed aspetti della situazione attuale della comunità coriglianese.

Protagonista della seconda conferenza, che ha visto il prof. Tommaso Mingrone affiancato ad Enzo Viteritti, è stato il “Garopoli”, il ginnasio-convitto istituito subito dopo l ‘Unità d’Italia. Una piccola fiaccola di luce, è stato detto, che ha spezzato l’isolamento culturale della città, promuovendo la nascita delle prime tipografie cittadine, lo sviluppo della stampa periodica locale e una crescita sociale della comunità grazie all’arrivo a Corigliano di docenti e convittori spesso di buon livello intellettuale.

Interessante si presenta anche il terzo appuntamento, che avrà luogo il prossimo mercoledì 15 dicembre presso la biblioteca del Liceo Scientifico in contrada Torrelunga di Corigliano, impostato sul tema: Luigi Patari e Giovanni Andrea Vinacci: un’idea romantica dell’Italia.

A questo incontro parteciperà come relatore, a fianco di Enzo Viteritti, l’avv. Domenico Antonio Cassiano.

I due personaggi sono stati scelti come esemplificativi di quel ceto di intellettuali che pur riconoscendo il modo sbagliato con cui i governi postunitari affrontavano la questione meridionale, provocando guasti e danni che sarebbero solo in parte stati sanati dopo oltre un secolo, esaltarono sempre l’avvenuto processo di unificazione nazionale. Per i due non fu mai in discussione l’Unità d’Italia, ma non mancarono di criticare gli errori che si fecero nell’azione di “costruzione” degli italiani.

Una manifestazione da non perdere, quindi, per conoscere fatti e personaggi che contribuirono alla crescita sociale e politica della nostra comunità.